Giovani allo sbando nella follia collettiva
Altro che insegnargli il dialetto!
Possibile che la politica e la società non riescano a capire i disagi veri in cui vivono le nuove generazioni?
Tutto verte sul versante della severità formale e a scuola come per strada si cerca di dare una sferzata ai giovani che cedono alle lusinghe del proibito e del pericoloso o disturbano.
Certi provvedimenti sarebbero più efficaci se si dessero poi alternative reali al vuoto odierno in cui troppi vivono.
Insegnare significa anche proporre, ma se gli esempi positivi latitano o ottengono poca fortuna che cosa si pensa di poter trasmettere?
I famosi valori su cui c’è una confusione pazzesca e che assai pochi, comunque, rispettano?
Ieri due rave party in Puglia e Molise si sono chiusi con la morte di una ragazza potentina e di un giovane israeliano.
La causa sospetta è il consumo smodato di stupefacenti.
Si cerca l’eccesso e non basta l’informazione e le reprimende a stornare dai consumi critici.
Come vada con l’alcool l’abbiamo visto in precedenti episodi, ma occorrerebbe qualcuno che ascoltasse e capisse.
Se continuiamo a trattare i giovani come dei marziani incomprensibili, faremo ben poca strada.
Sono per buona parte il nostro specchio.