Scritto Venerdì 2 Ottobre 2009 da Sergio Tazzer
Quando la natura si scatena c’è poco da fare.
Questa volta non di terremoto si tratta, ma di alluvione e che alluvione!.
Ha colpito la Sicilia orientale, il messinese soprattutto, con una forza inusitata.
In certi luoghi sono caduti 230 millimetri di pioggia in sole tre/ quattro ore.
Ne è derivato un caos indescrivibile di smottamenti, frane, case distrutte, persone costrette sui tetti, strade e ferrovie interrotte, paesi difficilmente raggiungibili e frazioni isolate.
Tra i paesi più colpiti vi sono Giampilieri, Scaletta Zanclea e Santo Stefano Briga.
Quattro le morti già accertate, numerosi i feriti e molti i dispersi.
Si teme che il bilancio delle vittime possa salire.
Che dire: il clima muta e fa capire in quali incubi rischiamo di cadere.
Le piogge sono torrenziali e il terreno non ha tempo per assorbirle.
Il territorio è fragile, abitato anche dove e come non si dovrebbe.
Poca cura significa posta aperta ai danni peggiori.
Abbiamo una Protezione civile che interviene e soccorre e oggi anche Bertolaso scenderà a Messina per coordinare il da farsi.
Eppure non basta, non può bastare.
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Tag:alluvione, clima, cura adeguata, dispersi, forza inusitata, frane, messinese, morti, solidarietà, tema primario, territorio fragile
Scritto Venerdì 18 Settembre 2009 da Sergio Tazzer
Noi non siamo abituati, per fortuna, a vivere in costante situazione di guerra e non capiamo.
Giustamente ci addolora la morte dei nostri soldati, ma sappiamo pensare ai civili?
Ebbene, quanti afghani sono morti o sono stati feriti nel corso dei frequenti attentati o a causa dei bombardamenti delle forze occidentali, senza averne alcuna colpa?
Quanti stanno fuggendo con ogni mezzo, cercando di venire da noi per farsi una nuova vita?
Certa quotidianità è impossibile da sopportare.
Oggi si è avuto, ad esempio, un attentato in Pakistan, verificatosi, pensateci bene, in una zona di mercato e che ha fatto almeno venti morti.
Quante volte è accaduto qualcosa di simile in Irak o in Somalia?
Tu esci, vai a comprare, fai il tuo lavoro o ti rechi semplicemente in una moschea o in una chiesa e in pochi secondi finisci nel nulla o costretto ad amputazioni o alla sedia a rotelle.
Ieri, nello Yemen un’azione dei militari governativi contro un’organizzazione ribelle ha colpito, per sbaglio o con consapevolezza, nel mucchio.
Ebbene i civili barbaramente uccisi sono stati ottantasette.
Pari guai hanno causato, in molti casi, i bombardamenti intelligenti o le azioni di guerra degli eserciti occidentali e americani, in particolare.
Quante volte, cercando il terrorista, si è sparato a vanvera tra persone inermi?
C’è sempre chi sta tra due fuochi ed è vessato dall’una e dall’altra parte.
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Tag:Afghanistan, attentati, attività umane compromesse, barconi, bombardamenti, civili, feriti, Irak, morti, Pakistan, Somalia, Yemen
Scritto Venerdì 11 Settembre 2009 da Sergio Tazzer
Ciascuno di noi forse porta con sé una o più immagini dell’assalto alle Torri gemelle di New York che determino l’ormai mitizzato disastro dell’11 settembre 2001.
Venne considerata, esagerando, una data epocale, l’ingresso in un nuovo mondo.
A essere colpita per la prima volta sul proprio territorio dopo la lontanissima Rivoluzione americana era la nazione più potente del mondo.
Tutto venne attributo al terrorismo internazionale e infine ad al Qaida, anche prima di qualsiasi, esplicita rivendicazione.
Si disse che ben quattro aerei dirottati da terroristi kamikaze avevano fatto parte dell’impresa criminale.
Due si schiantarono sulle Torri e potemmo vederli assai bene in infiniti fotogrammi.
Degli altri due, uno, si disse, si era schiantato nella campagna, l’altro aveva colpito il Pentagono.
La ricostruzione ufficiale venne data per buona, senza molto pensarci, anche se numerosi dati non tornavano e non tornano tuttora.
Le Torri si schiantarono a terra come se fossero sottoposte a un normale procedimento di demolizione controllata.
Cedettero in quel modo e in quel poco tempo, nonostante si trattasse di strutture possenti e adatte a sopportare tensioni notevoli.
La ferita inferta al Pentagono, ad un’analisi più accurata, difficilmente poteva essere attribuita allo schianto di un aereo di linea.
Né era facile capire come mai una serie di combinazioni fortuite avevano reso impossibile intercettare quei veivoli chiaramente fuori rotta.
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Tag:11 settembre 2001, assalto, dati che non tornano. mistero, morti, Pentagono, quesito da non poco, ricostruzione ufficiale, terrorismo, Torri gemelle
Scritto Giovedì 20 Agosto 2009 da Sergio Tazzer
Povero Irak! Uscire dal disordine non è facile.
Poco tempo è passato da quando le truppe americane si sono ritirate dai principali centri del paese.
Il controllo del territorio doveva passare al Governo locale e poteva essere questa la prova di un raggiunto equilibrio non più umiliante e dettato dallo straniero.
Era stato fatto molto lavoro per pacificare le diverse etnie e fedi che ospita l’antica Mesopotamia, una terra ricca di storia e di cultura come poche altre.
L’illusione di un seppur parziale successo è durata poco.
Gli attentati, per una certa stagione si erano diradati, come se il processo di pacificazione avesse portato crepe anche nel più acerrimo fronte ribelle.
Ora sappiamo che era una ritirata strategica in vista di un’ulteriore campagna acquisti, fondata sul permanente disastro di una terra troppo a lungo martoriata.
No, il terrorismo non c’era in Irak, né il perfido Saddam Hussein l’aveva mai chiamato in causa.
Le bugie hanno le gambe corte, si diceva una volta.
E’ stata la guerra di Bush a richiamare frotte di integralisti e a cementarli con diverse aree del dissenso locali.
Ora si vocifera di un’alleanza tra Al Qaida e i revanscisti del vecchio, disciolto partito Baath.
E’ un dato che fa pensare.
Ci ricorda come gli Stati Uniti abbiano gestito malamente, con poca o nulla accortezza, il dopo Saddam, generando odi e volontà di rivincita.
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Tag:Al Qaida, attentati, Baath, Baghdad, camion bomba, controllo del territorio, disimpegno, disordine, feriti, Irak, morti
Scritto Lunedì 17 Agosto 2009 da Sergio Tazzer
Altro che insegnargli il dialetto!
Possibile che la politica e la società non riescano a capire i disagi veri in cui vivono le nuove generazioni?
Tutto verte sul versante della severità formale e a scuola come per strada si cerca di dare una sferzata ai giovani che cedono alle lusinghe del proibito e del pericoloso o disturbano.
Certi provvedimenti sarebbero più efficaci se si dessero poi alternative reali al vuoto odierno in cui troppi vivono.
Insegnare significa anche proporre, ma se gli esempi positivi latitano o ottengono poca fortuna che cosa si pensa di poter trasmettere?
I famosi valori su cui c’è una confusione pazzesca e che assai pochi, comunque, rispettano?
Ieri due rave party in Puglia e Molise si sono chiusi con la morte di una ragazza potentina e di un giovane israeliano.
La causa sospetta è il consumo smodato di stupefacenti.
Si cerca l’eccesso e non basta l’informazione e le reprimende a stornare dai consumi critici.
Come vada con l’alcool l’abbiamo visto in precedenti episodi, ma occorrerebbe qualcuno che ascoltasse e capisse.
Se continuiamo a trattare i giovani come dei marziani incomprensibili, faremo ben poca strada.
Sono per buona parte il nostro specchio.
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Tag:giovani, marziani incomprensibili, morti, orizzonti, proibito, rave party, severità formale, specchio, valori, vuoto
Scritto Lunedì 3 Agosto 2009 da Sergio Tazzer
L’approssimarsi delle elezioni afghane non segna alcuna tregua.
Aldilà dell’appello dei talebani a non votare, proseguono anche le azioni terroristiche, mirate a colpire obiettivi specifici, ma destinate, per forza di cose, a causare vittime civili.
In questo qualcuno potrà ravvedere forse una contraddizione rispetto agli indirizzi che i ribelli danno segno di voler seguire nel rispettare le popolazioni locali.
In realtà la strategia contempla il bastone e la carota, e il farsi vedere in grano di agire ovunque e comunque con grande clamore ne fa parte essenziale.
Un nuovo e pesante attentato ha scosso oggi la città di Herat, nell’area orientale controllata proprio dal contingente italiano.
Si parla di 8 morti e di circa una trentina di feriti.
I numeri andranno verificati ma si conosce già qual’era il vero fine dell’azione.
Si tratta della capo della polizia per il distretto di Enjeel, Khawja Muhammad Isa, anch’egli colpito, gravemente ferito e attualmente ricoverato in condizioni critiche.
L’operazione è stata realizzata facendo saltare con il telecomando un ordigno posto in un bidone della spazzatura.
La zona in cui i fatti sono avvenuti risultava affollata e ciò spiega la strage.
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Tag:Afghanistan, arrea critica, attentato, capo della polizia, contingente italiano, costante pressione, Herat, morti, ordigno, strage
Scritto Martedì 30 Giugno 2009 da Sergio Tazzer
Un nuovo disastro ferroviario ha funestato la notte di Viareggio
Questa volta non si è trattato di una semplice interruzione delle linee ma è intervenuta una vera e propria strage.
Il bilancio è provvisorio ma terribile.
Si parla di tredici vittime, di trentasei feriti gravi, con ustioni diffuse, e di diversi altri in minore pericolo.
La responsabilità dell’accaduto è di un convogli merci che stava passando presso la stazione della nota città balneare.
Il convoglio, formato da quattordici vagoni, comprendeva alcune cisterne che trasportavano gas GPL.
Proprio queste sono deragliati a causa, forse, del cedimento di un carrello.
Ne sono seguite esplosioni che hanno raggiunto e incendiato alcuni condomini circostanti, causando il panico, la distruzione e la morte
I macchinisti del treno sono vivi per miracolo.
L’incendio è difficile da domare e la bonifica dell’area durerà non poche ore, costringendo ben duemila residenti nei dintorni a lasciare le loro case, come misura cautelativa.
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Tag:cisterne di gas, deragliamento, disastro ferroviario, esplosioni, feriti gravi, interrogarsi, morti, Sicurezza, strage, treno merci, Viareggio
Scritto Lunedì 22 Giugno 2009 da Sergio Tazzer
I regimi disinformano, spiano, colpiscono, nascondono la mano e poi minacciano.
Questa è la sequenza che vediamo in Iran.
Tutti i pretesti sono buoni per togliere occhi indiscreti.
Ahmadinajad attacca la nazioni occidentali e in particolare la Gran Bretagna, accusandole di interferenze.
Così si possono tenere lontani i media che non piacciono, sguarnendo ancor di più il campo da ogni libera indagine su quanto sta accadendo.
A livello interno basta frenare i media avversari e promuovere i propri, tra cui quelli pubblici, e il gioco è fatto.
Ci sono poi aziende come la Siemens e la Nokia che pare abbiano aiutato i maggiorenti iraniani a capire come risalire all’identità di chi protesta, attraverso il controllo della rete.
La notizia va presa con le pinze, ma se venisse confermata dimostrerebbe che per puro interesse si è pronti a fare persino i delatori.
Questo è il capitalismo attuale.
Il tentativo di chiudere le bocche si attua anche con gli arresti, ben 457 in questi ultimi giorni.
Tra i detenuti è per un poco comparsa anche la figlia dell’importante ayatollah Rafsanjani, poi liberata.
E già: si trattava di una mossa pericolosa contro un religioso potente ed è stata ritirata perché la platea del clero sciita non è completamente sodale con le scelte di Ali Khamenei.
Perplessità stanno sorgendo sul versante riformista ed è possibile che accrescano il loro peso, se la situazione dovesse degenerare.
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Tag:arresti, controllo, interferenze, Iran, minacce, morti, nuovo, occhi indiscreti, paese reale, perplessità, regime
Scritto Venerdì 29 Maggio 2009 da Sergio Tazzer
Quanto la sensibilità sul lavoro sia caduta in basso lo dimostra l’alto numero di incidenti, spesso mortali, che avvengono in Italia.
Le condizioni proprie in certi settori sono davvero drammatiche.
Tempi impossibili, situazioni ambientali malsane e pericolose, scarsa tutela della sicurezza, risparmi dappertutto che la intaccano ulteriormente.
Di più manca la cultura, e presso le imprese e presso gli stessi lavoratori.
La produttività domina e il rispetto dell’uomo si dilegua,
Abbiamo notizie di tragedie che avvengono presso imprese regolari, quante se ne nascondono dove si opera in nero?
Ci sono stati casi, addirittura, di occultamento di cadaveri.
Le morti attraggono l’attenzione, le invalidità meno e qui la coscienza si fa superficiale e vacilla.
La perdita della vita è un dato radicale, ma la disabilità che ti costringe in condizioni spesso precarie, sul piano sia esistenziale che economico, non manca di portare rovina.
Ottenere i dovuti risarcimenti spesso non è facile.
Le ditte talvolta negano, colpevolizzano i lavoratori anche dopo il decesso, si difendono con ogni mezzo.
Peggio ancora capita a chi non ha contratti regolari.
Patiscono gli immigrati, ma il fenomeno coinvolge anche moltissimi connazionali.
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Tag:caduta, condizioni drammatiche., invalidità, mancanza di cultura, morti, scarsa tutela, sensibilità sul lavoro, sfruttamento
Scritto Martedì 14 Aprile 2009 da Sergio Tazzer
![file000303175388[1]](http://it.ruid.com/photos/original/51259-qegdm7f3w9fp29dabrn9.jpg)
La povertà e il disagio che vivono dentro le frontiere europee hanno originato nuove vittime.
Un gravissimo e terribile incendio ha distrutto un ostello per senzatetto nel nord ovest della Polonia a circa sessanta chilometri dalla frontiera tedesca.
Si trattava di una struttura di accoglienza provvisoria dove erano ospitate più di settanta persone in attesa di ricevere un alloggio.
Più di una ventina, almeno, i morti, ma il bilancio è provvisorio anche perché è difficile procedere alle identificazioni.
Chi si è salvato ha spesso dovuto gettarsi dalla finestra: diversi pertanto i feriti.
L’incendio, infatti, non dava scampo alcuno e i pompieri hanno tardato a intervenire.
Delle cause non si sa ancora nulla, ma è immaginabile che si tratti di un incidente occorso a seguito di qualche disattenzione fatale.
Tali tipi di strutture sono di per sé pericolose, per la quantità di diseredati che ospitano, costretti a vivere in condizioni di sicurezza precarie.
E qui bisogna riflettere.
Centri di prima accoglienza o di asilo sono ormai diffusi ovunque, nelle nostre nazioni.
In molti casi risultano sovraffollati e non è agevole controllare quel che vi succede all’interno.
Anche in Italia abbiamo diverse situazioni critiche e varrebbe la pena pensarci di più, perché i pericoli sono sempre dietro l’angolo.
I problemi del mondo e ormai diffusi anche dentro le nostre società ci interpellano.
Le mancanze di casa e lavoro riducono troppi ai confini della tragedia.
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Tag:civiltà, disagio, diseredati, incendio, morti, ostello, Polonia, povertà, senzatetto, Sicurezza