Uguaglianza anzitutto e il potere si adegui
L’uguaglianza tra i cittadini è uno dei primari principi che contraddistinguono una qualsiasi democrazia.
Prevista dalla Costituzione, va tutelata sempre, senza deroghe di alcun tipo.
La sentenza sul Lodo Alfano ha ora le sue motivazioni, chiare e distinte come le idee cartesiane.
Ieri sono state comunicate e ciascuno può leggerle e approfondirle.
Non puzzano di alcun intrigo, sono cristalline come il testo cui sempre si richiamano, quello che, se rispettato, ci mantiene ben fermi all’interno di una logica di libertà e di diritto.
La Corte Costituzionale ha bocciato il provvedimento per ragioni ben comprensibili.
Introduceva un “eccezionale e innovativo status” per le quattro cariche dello Stato protette, “non desumibile” dalla normativa della nostra suprema legge.
Risultavo pertanto “privo di copertura istituzionale” e portato a produrre una “evidente disparità di trattamento” anche nei confronti del resto dell’ordinamento istituzionale, oltre che in rapporto ai cittadini.
Inidoneo, violava il “principio di uguaglianza”.
E qui ritorniamo alla base.
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