Tutti all’Onu per confrontarsi sui mutamenti climatici

Comincia oggi a New York, presso le Nazioni Unite, una e forse cruciale per la politica planetaria.
Al termine ci si sposterà a Pittsburgh per il G 20 delle , almeno si spera.
Ad alternarsi sulla scena vi saranno i maggiori leader mondiali, compresi quelli controversi del tipo di Gheddafi e Ahmadinejad.
Verranno affrontate una pluralità di tematiche, sullo sfondo della crisi ancora irrisolta ma anche in vista del nebuloso futuro.
Ed è in questo contesto che i in corso saranno uno dei principali argomenti su cui si soffermeranno discussioni e proposte.

A fine anno la dovrà trovare un nuovo accordo in grado di sostituire il protocollo di Kyoto, ormai in scadenza.
Occorre arrivarci con un piano e un acccordo di massima in grado di corrispondere ai nuovi dati e scenari di cui si è giunti a conoscenza.
Non sarà un compito agevole, perché le sono molte e riguardano paesi fondamentali come la Cina e l’India.
Gli Stati Uniti, sotto Obama, si sono mossi dallo stallo in cui li aveva costretti la dissennata politica di Bush, ma sono ancora relativamente lontani dalle avanguardie europee.
Eppure la situazione,lo si sa, è drammatica e non ha più senso ritardare l’assunzione di provvedimenti drastici e immediati.
Non abbiamo tempo, lo scioglimento dei ghiacci artici, constatato anche dallo stesso segretario dell’ Ban Ki Mooon, non è che uno dei fenomeni in grado di porre problemi enormi al pianeta.
La goccia che fa traboccare il vaso potrebbe intervenire da un momento all’altro e molti, troppi ambienti costituiscono vere e proprie masse critiche a rischio di esplosione.

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Povero Abruzzo di cartapesta

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Ora che iniziano le prime analisi si scopre la durezza della realtà.
Si scrutano edifici pubblici e privati caduti con il terremoto e si capisce di che pasta erano fatti: scadente.
C’è chi già chiama in causa la criminalità organizzata che sul cemento vive e prospera, parrebbe, anche in .
Il panorama è sconfortante e fa capire i perché di una tragedia tanto orrida e diffusa.
Ci accorgiamo così che le stanno sulla carta e difficilmente se ne distaccano per scendere tra gli uomini..
Cemento scadente, sabbietta di mare, , non c’era limite per chi voleva lucrare sul mattone.
Si sono innalzati edifici al risparmio per il bene dei pochi e il male comune.
Tutto questo è stato fatto in una zona notoriamente sismica e i risultati stanno davanti ai nostri occhi in tutto il loro terribile peso.

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