Umanità fragile, natura devastante
Lo tsunami delle Samoa occidentali e americane e il terremoto accaduto a Sumatra lasciano intendere la fragilità umana dinanzi al potere catastrofico della natura.
Immagini e dati confermano il senso della tragedia da noi già conosciuto attraverso il sisma capitato in Abruzzo.
Ma in quei luoghi sfortunati si è manifestato un moltiplicatore complesso.
Al principio vi è la violenza stessa delle scosse, in ambedue i casi fortissime, valutate intorno alla magnitudo 8 della scala Richter.
Quando accadono terremoti del genere c’è poco da fare, le distruzioni sono di per sé molteplici.
Lo tsunami poi è terribile: raggiunge all’improvviso e lascia poco scampo.
Nei fatti già si contano oltre cento vittime nelle Samoa e più di duecento trovate a Sumatra, ma il bilancio è destinato a crescere e di molto.
Il resto lo si sa: dolore, feriti, famiglie scompaginate, persone disperse, comunicazioni interrotte, case crollate, attività economiche distrutte.
Il compito della ricostruzione è inoltre difficile, dove molto è andato in fumo e le risorse sono poche.
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