Avanti tutta con lo scudo fiscale!
Figuriamoci se non accadeva, ormai è una regola.
Anche sulla scudo fiscale il Governo ha chiesto il voto di fiducia.
Lo ha fatto ieri sera ed entro giovedì è prevedibile che tutto sia a posto.
Non bisogna rischiare nulla, alla faccia del diritto del Parlamento di lavorare almeno un poco sui decreti che gli vengono sottoposti.
Sarebbe il sale della democrazia ma dalle nostre parti è piuttosto scipito.
Poco importa di cosa dicano le opposizioni, c’è da far cassa e subito.
Secondo le stime dell’Associazione italiana private bankers, trasmesse all’Agenzia delle Entrate, gli euro trasferiti bellamente all’estero dai nostri connazionali ammonterebbero a quasi trecento miliardi.
Tra questi, udite udite, ben centoventicinque starebbero al caldo in Svizzera e ottantasei in Lussemburgo.
A S. Marino ne risiederebbero invece, con tutte le comodità, soltanto due.
Il malloppo, insomma, non è da poco e buona sorte ne venga ai paradisi fiscali che dovevano chiudere i battenti.
Quanti ne ritorneranno non è agevole da prevedere, aldilà di quel che si augura l’esecutivo.
Sono stati elevati ponti d’oro per chi si redime: una modestissima aliquota del 5 % più una congrua amnistia per i reati tributari e societari, tra cui il famoso falso in bilancio.
Per i magistrati è una tragedia.
Per Berlusconi e soci si tratta invece di un passaggio irrimediabilmente necessario per riordinare i bilanci e consentire qualche spesa in più.
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