Precari della scuola in rivolta

La riparte e la protesta si incendia.
I guardano le destinazioni e scoprono di aver perso il lavoro.
Ce ne sono che da trent’anni aspettano di essere immessi in ruolo e ora devono far i conti con le , pare oltre quarantamila in meno.
La rabbia si espande e prende forme diverse.
A Milano ci si incatena, a Roma ci si spoglia, a Benevento si sale sul tetto, a Napoli si tenta di forzare i blocchi della polizia.
Nell’insieme le si estendono in tutta la penisola e dimostrano un disagio patente e diffuso.
E siamo solo all’inizio.

I tagli sono venuti e migliaia di insegnanti, in particolare al Sud, perdono occupazione, funzione, speranze e un salario dignitoso.
L’esercito dei senza lavoro si accresce di una categoria e questa volta la responsabilità sta dalle parti dello .
Occorreva risparmiare?
D’accordo: c’è modo e modo.
Non si potevano poi studiare dei tali da non gettare sulla piazza le persone da un giorno all’altro?
Pensate poi, in questo momento, davanti a quali alternative!
Si parla di insegnanti, ma i tagli riguardano anche il .
Avremo così una migliore?

Leggi tutto »