Piemonte, accolti i ricorsi Pd sulle elezioni. Probabile riconteggio

Roberto cota, presidente in bilico del Piemonte

, presidente in bilico del

Il torna ad essere una regione in bilico. In piena notte i giudici del Tar hanno rigettato “tutte le eccezioni di invalidità” e ha dichiarato “ammissibili i ricorsi” presentati dal Partito Democratico, uscito sconfitto dalla tornata elettorale. Dopo sei ore di camera di consiglio i giudici decidono per il riconteggio dei voti di due liste, consegnando una vittoria parziale ai ricorsi presentati dal .

Ora l’Ufficio elettorale dovrà spulciare tra i 12.154 voti assegnati all’ex consigliere dell’Udc Deodato Scanderebech per vedere se l’elettore ha espresso anche la propria preferenza per il candidato presidente . E lo stesso verrà fatto con i 2.826 voti assegnati alla lista Forza Consumatori. Alla fine di una giornata estenuante tutti possono comunque cantare vittoria, anche il centrodestra di . Perché la fetta più grande del primo ricorso, quella che riguardava le irregolarità nella presentazione della lista “Verdi Vvff” è stata tolta dalla tavola. Ricorso bocciato, e 32.000 voti che non rischiano l’annullamento.

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Elezioni regionali. Vittorie al fotofinish per Cota in Piemonte e Polverini nel Lazio

Renata Polverini nuovo governatore del Lazio

Renata nuovo governatore del

Alla fine hanno vinto tutti e non ha vinto nessuno. Almeno a parole. In realtà il risultato delle 2010 ha dato indicazioni precise. Numericamente tra e Pdl è finita 7 a 6 per i democratici, per quanto riguarda il governo delle regioni. Ma il risultato assoluto non deve ingannare: si partiva dall’11 a 2 per il centro sinistra nel 2005. La nuova tornata elettorale ha visto il Partito democratico cedere 4 regioni in cui aveva vinto cinque anni fa: , , Campania e Calabria.

Il primo dato che emerge da questo , però, è l’astensionismo crescente. Dei 41 milioni di italiani chiamati a esprimere la propria preferenza solo il 64,22% si sono recati alle urne, con un calo di circa otto punti percentuali rispetto alle precedenti elezioni. Un astensionismo figlio di un crescente disamore dei cittadini nei confronti di una politica sempre più lontanta dai problemi dei cittadini e sempre più “sporca”.

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