Nobel per la Pace a Obama

Obama_Nobel_Pace_2009[1]Essere un Presidente, soprattutto degli Stati Uniti, non è mai una passeggiata. E’ un mondo di scelte, di responsabilità profonde e la vita del popolo dipende da queste. E’ vero, sembra un paradosso ricevere il premio Nobel per la Pace quando grava sulle spalle la decisione di aver inviato da poco  30 mila soldati in Afghanistan. Questo però è il prezzo che si paga quando si arriva così in alto. Una guerra non è mai giusta ma a volte può diventarlo. Il discorso che ha pronunciato a Oslo, dove gli è stato conferito il premio, come sempre è colmo di umanità e umiltà. << L’America non ha mai combattuto una guerra contro una democrazia e i nostri amici più vicini sono i governi che proteggono i diritti dei loro cittadini. Nel rispetto delle culture e tradizioni dei diversi paesi, l’America sarà sempre voce per quelle aspirazioni universali >>. Sempre Obama sostiene che Hitler non sarebbe mai stato fermato senza un azione di forza, precisando che l’affermazione ” la forza è necessaria”, non è sinonimo di cinismo, significa riconoscere semplicemente i limiti dell’uomo e le sue imperfezioni. Un discorso del genere mai potrà essere condiviso da tutti. Uno striscione esibito per il Presidente degli Stati Uniti colpisce: “hai ricevuto il premio, ora guadagnatelo”. Ma una situazione delicata, fragile, già comunque avviata in precedenza, non si può cambiare con un clik.

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La Svizzera azzarda:no ai Minareti.La Lega osa: croce sul tricolore

Minareti[1]Basta ai Minareti! Il  57,7% della popolazione Svizzera ha votato per il si!Così con il referendum promosso dalla destra nazional-conservatrice , l’articolo 72 della costituzione, che regola i rapporti tra Stato e Religione , verrà modificato. Solamente 4 cantoni su 26 hanno votato per il no.  Secondo il Presidente del Partito svizzero dei Verdi, Ueli Leuenberger, bisognerebbe fare ricorso perchè il tema trattato nel referendum è anticostituzionale e calpesta i diritti umani. La vittoria dei si non è stata altro che il frutto di una propaganda di pregiudizi.Fatto sta che in Svizzera non verranno più costruiti  Minareti. L’esito del referendum ha generato uno sciame sismico in tutte le nazioni, l’Italia si è trovata davanti La Lega che ha pensato di proporre l’inserimento della croce sul tricolore italiano. Un esaltazione di pensieri non di poco spessore. Ci si domanda se il mondo islamico rimarrà solo a guardare.

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Berlusconi in Bielorussia

BELARUS-ITALY-LIKASHENKO-BERLUSCONIE’ stata la prima visita dopo 15 anni di un leader occidentale nei paesi dell’est e , entusiasta, si è impegnato per un netto riavvicinamento all’Unione Europea. I rapporti tra quest’ultima e la si erano incrinati e freddati dall’anno 2006-quando le lezioni di quell’anno vennero considerate tutt’altro che regolari e quando nacquero perplessità sui diritti umani- oggi rompe l’isolamento. L’Unione Europea sembra accogliere il gesto mentre Lukashenko, per mostrare quanto l’evento sia stato gradito, ha sorpreso anche il Premier aprendo gli archivi del Kgb di Minsk e consegnagli i risultati di «una ricerca certosina» da parte dei funzionari dell’intelligence sugli italiani scomparsi in durante la Seconda guerra mondiale. Un gesto da amico importante.

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Impegno in Afghanistan e soldati in partenza.

soldati-prospettiva[1]Le motivazioni rinnovate dal nostro Ministro degli Esteri Franco Frattini riguardo la presenza dei soldati italiani in Afghanistan e il nostro impegno su quella terra che sta diventando maledetta, possono far riflettere ma non saranno mai fino in fondo convincenti poichè riguardano una “guerra” e con questo termine la storia ci ha insegnato molto.

Le persone comuni non hanno né tempo, a volte nemmeno voglia, né in molti casi, hanno ben chiaro lo schieramento politico italiano a riguardo. Tre sono i punti fondamentali sui quali  Franco Frattini chiarisce la nostra posizione:

-bisogna difendere la nostra sicurezza nazionale e comunque occidentale, di fronte ad un terrorismo globale. L’Afghanistan resta il principale incubatore della rete terroristica che fa capo ad Al Qaeda .

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Quel vespaio della politica estera

Se li guardi nei sono tutti tranquilli e amichevoli.
Può talora capitare di vedere l’ombra grigia in un volto, ma si pensa alla stanchezza.
Poveri leader del mondo e del potere, di viaggi ne fanno parecchi e non sempre piacevoli.
Appunto!
Non vi illudano i sorrisi, le battute e le pacche sulle spalle su cui si concentra il piacere del nostro presidente del Consiglio.
Esiste un , piuttosto discutibile, che fa stringere le mani anche più insanguinate.
Questa è la e non bisogna illudersi o equivocare.

Ricordo quando un colloquio diplomatico veniva definito franco e costruttivo.
Fuor di metafora voleva dire i contendenti se ne erano dette di tutti i colori e non avevano trovato nessun accordo.
Si rimandava a un dopo, ma già bastava per dire che non tutto era fallito, in particolare nei media compiacenti.
Ora che si è anche più mielosi oppure, addirittura, marcatamente offensivi, parte l’equivoco e si moltiplica.
Ed è così che i leader in crisi prendono le ali: fanno partita estera per coprire i vuoti di quella interna.

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