Leader troppo vacui e avidi vagano per l’Occidente

Incerti su tutto fuorchè su quel che dona il potere.
Innamorati di se stessi ed elevati un palmo sopra la cosiddetta “gente”.
Troppo leader del mondo e anche nella nostra democratica Europa hanno magari poche e stanche idee, ma ambizioni del tutto fuori misura.
Si tratti di Berlusconi e di Sarkozy, ma anche di Gordon Brown o Zapatero e dei rispettivi entourage, la presenza va oltre la sostanza e la crisi ha svergognato tutti.
Perfino la Merkel, nella morigerata Germania, dà vita a un esecutivo con i liberali che promette, ma guarda un poco, una ricetta del tutto nuova: la mitica riduzione delle tasse.
Peccato che presso Berlino navighi un deficit poco invidiabile.
A nessuno viene in mente qualche proposta un poco più avanzata.
Il solo Obama lotta come un leone per una normalissima e civilissima riforma sanitaria che gli sta costando sangue a fiumi.
Per lo meno ci prova.

I governi non vogliono interlocutori, concertano poco, assaltano soltanto i media, per usarli o per deprecarli a seconda dei bisogni e delle emergenze.
Da noi abbiamo i maestri, ma altrove si trovano incredibili copisti.
Non è un caso se la libertà di stampa segna passi indietro un poco dappertutto.

Leggi tutto »

Veleni e potere: il premier è troppo solo

S’uso improprio, truffaldino e ricattatorio di dossier, veleni, insinuazioni, depistaggi e frottole ben raccontate non è certo esclusiva della politica italiana.
La storia comprova che il potere scatena e chi lo detiene non pensa mai di doverlo passare ad altri, nemmeno quando i capelli s’incanutiscono, le forze mancano e il cervello va in bubbole.
Vicende tenebrose, intessute intorno a troni e regge, vagano da una parte all’altra del pianeta, sia nella realtà che descritte dalla letteratura e dall’arte in genere.
Da noi, per non risalire troppo lontano, la tradizione fa capo già al Medioevo e al Rinascimento per poi procedere, praticamente senza sosta, fino ad oggi.
In democrazia, però, queste cose, penserà qualcuno, non dovrebbero accadere.
Non dovrebbero, ma succedono eccome e non solo da noi, come si è detto.
Pur tuttavia meno se ne hanno e più un sistema democratico è sano e risponde davvero alla volontà popolare.
Infatti a noi tutti questi intrecci non giovano affatto, riguardano soltanto le lobby più influenti e l’èlite che gestisce il potere reale.

Leggi tutto »

Ma a noi interessa la verità?

Le recenti inchieste sugli attentati mafiosi a Falcone e Borsellino e i loro risvolti tenebrosi ripropongono alla ribalta i tanti conti lasciati aperti nella storia italiana.
Proseguiamo a non avere le idee chiare su numerosi passaggi oscuri del passato e del presente, come se fossimo condannati a un perenne e irrisolto dubbio.
Si parli delle cosiddette di Stato, come del terrorismo di vario colore, dei rapporti tra partiti e potenze straniere o addirittura dei tentativi di svolta autoritarie e delle varie P2 e Gladio, il risultato è che permangono le ombre su numerosi fatti di rilievo.
I processi hanno detto e contraddetto e mai sono stati svelati fino in fondo i nessi terribili tra politica e criminalità organizzata.
Cosa significa tutto questo?
Che la nostra democrazia è debole e debole sempre sarà fino a quando non saprà chiudere certi conti in maniera passabilmente certa.

Se la verità non emerge mai, chiunque arrivi al potere può pensare di farla sempre franca.
Ma agli italiani la verità interessa?
Ricordo ancora il giubilo dimostrato da molti allorchè la magistratura scoprì le malefatte della politica clientelare, affaristica e ladra.
Le indagini di Tangentopoli ebbero grande sostegno popolare finchè si limitarono ai grandi nomi.
Quando iniziarono a scendere nel sottobosco, persero gran parte del favore.
Eppure se oggi ritroviamo casi di corruzione, ritorno in auge delle tangenti e degli illeciti è perché da quella stagione non abbiamo mai voluto uscire sul serio.
Il discredito della magistratura promosso da tanta parte della politica dimostra lo posta in campo.
Si tratta delle sensazione di impunità che a tanti giova ma noi a noi comuni cittadini.

Leggi tutto »

Il tarlo del potere

Vai per il mondo e trovi paesi governati nei modi più beceri.
Il campionario dei leader o delle giunte impossibili, porta in giro verso i quattro punti cardinali.
Si va dalla Corea del Nord e dalla Birmania, fino al Sudan e a tanti altri stati africani, per poi volare oltre oceano e trovare campioni del populismo o della difesa orgogliosa e miserevole degli interessi delle solite quattro famiglie messe in croce.
Ovunque si possono conoscere politici ormai decrepiti ma che la sedia non la mollano a nessuno.
C’è chi ha fatto voltafaccia pazzeschi e seguito un arcobaleno intero di scelte e di colori.
Altri svendono prima o poi il proprio territorio ai migliori offerenti per far denaro.

In Cina esiste una nomenclatura falso comunista che pratica il capitalismo più sbracato del mondo.
La Russia possiede una da operetta dove zar Putin fa e disfa quel che gli pare.
Dopo Gorbacev il paese è stato venduto ai migliori offerenti a prezzi di saldo.
In Europa i premier sono piuttosto pallidi e volteggiano lievi da una campagna elettorale all’altra con molte parole e mai un disegno complessivo.
Tutti stupiti della crisi mondiale, come se si trattasse della improvvisa discesa degli extraterrestri.
Dove vivevano e con chi conversavano nella beneamata era Bush?
Finalmente gli yankee si sono svegliati con Obama, ma mi chiedo fino a quando gli permetteranno di mutare le carte in tavola.

Leggi tutto »

Se il rispetto per l’uomo non c’è

Ovunque si fa strame dell’uomo.
I sistemi destinati a servirlo lo ingoiano.
Di se ne sprecano, di razzismo ve ne è a palate, le guerre proseguono e la povertà non declina.
Il mondo sbanda e non occorre avere cattivi pensieri o essere un menagramo per capirlo.
Segnali positivi emergono tra chi cerca il dialogo e ama davvero le persone, ma il disagio universale non accenna a diminuire.
Il mercato impera e supera i nostri bisogni individuali e collettivi.
I mezzi di comunicazione puntano a c condizionare e raccontano troppo spesso il mondo così come piace ai grandi o piccoli .
Troppi stati continuano a giocare a soldatini e non importa quale sia il costo umano che le lotte per il potere generano.
Terrorismi e mafie fanno il resto.
La Terra detta Santa è stremata da secoli di conflitti mai sopiti e Benedetto XVI dovrà usare il bilancino per non offendere nessuno.

Chi è integralista non guarda all’uomo ma ai pregiudizi e alle ideologie.
Il passato secolo ha ampiamente provato quanto questa strada porti alla distruzione.
Si è giunti persino a voler salvare l’uomo opprimendolo.
Il potere dà alla testa persino in un condominio, figuriamoci quando si stende sulla carta geografica.
Centinaia di etnie sono sparite o rischiano l’estinzione per la protervia e l’avidità dei pochi che fiutano un affare e poi non si fermano davanti a nulla.
Accade nella grandi foreste del pianeta, ma pure nelle aree desertiche che non sembrano interessare a nessuno.

Leggi tutto »

E’ possibile il dialogo interreligioso?

La visita di Benedetto XVI in Medio Oriente, ormai iniziata dalla Giordania, reca domande importanti e inizia a dare risposte.
Il papa ha già sottolineato l’importanza del dialogo tra le grandi religioni del Libro che proprio in questi territori hanno le loro origini.
Ripeterà gesti già compiuti dal predecessore e cercherà di sciogliere le trascorse polemiche.
Certi passi avvenuti in passato sulla via della pacificazione non possono essere negati e nei fatti non lo sono.
Ogni fede ha pretese di universalità ma trova giovamento nel curare i rapporti con le altre e tante sono state le iniziative di condivisione che si sono sviluppate nel tempo.
Si sa molto degli integralisti, poco e male di chi pratica vie parallele con passaggi in comune.

L’attuale pontefice non vuole confusioni e non gradisce sincretismi.
Ciò non significa però che voglia comunicare un Cristianesimo aggressivo e con la spada ai fianchi.
Né aiutano le influenze politiche sulle religioni.
La cristianità non coincide con l’Occidente, semmai lo precede e lo accompagna, ma il suo respiro è ben più ampio.
L’ non riguarda solo le popolazioni arabe, ma si stende all’intero globo ed è praticato anche da diversi occidentali.
L’Ebraismo, a sua volta, non è soltanto Israele, ma ha coinvolto, nella sua pluralità di influenze e di ricerche religiose, la cultura universale
Le diverse fedi si sono combattute ma anche intrecciate, proprio nei momenti migliori.

Leggi tutto »

L’esplosivo mosaico delle genti e delle culture

file4451234958179[1]

L’universo umano è complesso, costituito da migliaia di etnie, e credenze ideologiche e religiose.
Questa enorme varietà sarebbe di per sé una ricchezza se si coniugasse con il pieno dei diritti di ciascuno e con la disponibilità ad ascoltare ed accogliere il diverso da noi.
Purtroppo parlo di merce rara e comunque mal distribuita.
La realtà dice del potere dei pochi sui molti e degli uni verso gli altri.
Ovunque gli imperi sorgono sulla distruzione di altri potentati minori e costano centinaia o migliaia o talora milioni di vite a perdere.
Le grandi guerre dello scorso secolo ne sono una testimonianza diretta.
Più prossimi a noi abbiamo visto il disastro della ex Yugoslavia o le stragi etniche del Ruanda.
Notoria la protesta del Tibet che chiede alla Cina maggiore autonomia, meno noti i conflitti africani che pongono le une contro le altre nazioni e realtà tribali.

Leggi tutto »

Basta ammirare i furbi

In Italia la categoria dei furbi viene generalmente pregiata.
E per i politici non si fa sconto, almeno in concreto.
Possono raccontarne di tutti i colori, fare affari alla faccia nostra, compiere nefandezze su ogni piano e magari caricarci di debiti, ma se la loro faccia è simpatica e sbruffona e se la fanno franca, finiamo per perdonarli sempre, anzi, per ammirarli con tutto il cuore.
E molti non ti credono se li critichi: ti dicono che tutti noi, se fossimo al loro posto, faremmo allo stesso modo.
Rallegriamoci: il paese è davvero in buone mani.

Sfugge ogni concetto di cosa pubblica: ovvero di politica che serve invece di farsi servire.
Manca la nozione di una civiltà e di una società che si costruiscono insieme e non in una gara a chi fa meno, finge, spinge, si allarga e prende di più.
Si guarda all’ forte di turno e si vorrebbe assomigliargli, guarda caso, nelle sue caratteristiche più negative.
Lo si esalta e lo si circonda di ammirazione, proprio perché rappresenta il potere e il possibile scambio sotto banco con il potere.
Gli si lasciano in mano carte incredibili, che altrove, in Europa, non si darebbero nemmeno al più onesto tra gli uomini.

Leggi tutto »