Scritto Venerdì 11 Settembre 2009 da Sergio Tazzer
Il presidente della Repubblica scende a Napoli e interviene al convegno “Povertà e nuovi bisogni” organizzata dalle Fondazioni Italianieuropei e Mezzogiorno Europa.
Il suo messaggio è chiaro e accorato.
Le fasce di disagio si stanno estendendo e colpiscono soprattutto il Sud, compromettendo le condizioni di vita, anche rispetto al semplice sussistere e garantirsi i beni primari.
Tropi bisogni radicali ed elementari rischiano di rimanere irrisolti per i molteplici effetti dell’attuale crisi.
Molto fanno la Chiesa e il volontariato per sorreggere chi non ce la fa e costruire una nuova cultura.
Nei fatti occorre puntare a una società più giusta, equilibrata e solidale.
E qui Napolitano sottolinea la necessità di nuove e più incisive politiche di assistenza, di sostegno del reddito e per l’inserimento nel mercato del lavoro.
Che dire: l’appello è quanto mai giustificato, soprattutto se pensiamo a come ci viene raccontata l’eventuale, debole ripresa.
Sappiamo bene che non riguarderà tutti i settori e che non potrà contrastare la caduta dell’occupazione, se non in tempi alquanto lunghi.
Per il prossimo periodo si andrà vicino od oltre il 10%.
Ci sono d’altro canto le numerose e drastiche manifestazioni e proteste di questi giorni a ricordarci quanto pesa il lavoro che se ne va.
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Tag:assistenza, convegno, fasce di disagio, mercato del lavoro, Napolitano, orizzonte incerto, povertà, società più giusta, sostegno del reddito, Sud
Scritto Venerdì 10 Luglio 2009 da Sergio Tazzer
Oggi, al G8, ma ormai è difficile definirlo così, si parlerà finalmente di Africa con gli africani.
I paesi ricchi, ma piagati, incontreranno quelli disagiati e sciupati per vedere come contrastare le povertà crescenti.
Si tratta di acqua cha manca, agricoltura a rotoli e fame che avanza.
Gli interlocutori sono quelli corretti e utili da ascoltare?
Sì e no allo stesso tempo, ma certe nazioni, anche grandi e importanti, non hanno governi stabili o sono squassate dalle guerre.
A rappresentare il continente nero ci sono l’Angola, l’Egitto, l’Etiopia, la Libia del sempiterno Gheddafi, la Nigeria, il Senegal e il Sudafrica.
Tanti quindi i convitati di pietra, di sabbia e di foresta, cui deve dar voce l’Organizzazione degli Stati Africani.
Le difficoltà sono già tutte al nastro di partenza.
Intanto la povertà si stende anche oltre, in Asia e in America Latina.
Ma tornando al continente sotto l’occhio del ciclone, di magagne ne ha davvero troppe.
Quello della rappresentanza non è un gioco.
Diversi Stati sono in lotta interna ed esterna, altri sono sottoposti a regimi inaffidabili e corrotti, altri ancora sono squassati dai conflitti tribali e religiosi.
A chi vanno dati gli aiuti e come?
Con chi stabilire un dialogo e avviare programmi comuni?
Non è, ad esempio, bello se inviamo soldi che poi ci ritornano sotto forma di acquista di armi.
Servono progetti concreti e controllabili, da condursi non solo con le autorità, ma soprattutto con le popolazioni interessate.
Esistono modelli che hanno funzionato: bisognerebbe soltanto replicarli sulla scorta delle esigenze, delle risorse e delle culture locali.
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Tag:acqua, Africa, agricoltura, conflitti, fame, G8, investimenti puntuali, modelli, OSA, povertà, progetti controllabili, rappresentanza
Scritto Lunedì 15 Giugno 2009 da Sergio Tazzer
!.916.000: questi sono i posti di lavoro persi nell’Unione Europea nel promo trimestre del 2009.
C’è da rabbrividire se si pensa a cosa significa.
Dietro i dati ci sono persone in carne e ossa, cervello e cuore.
Accanto vivono familiari immersi nel disagio.
E le prospettive future non sono rosee, come è stato più volte ripetuto.
Nemmeno la tanta auspicata ripresa, se e quando verrà, potrà coprire le voragini che si sono aperte.
I nostri paesi sono fortunatamente dotati di ammortizzatori sociali che permettono in parte di lenire la dura realtà.
Da noi è un poco peggio e si sente, in particolare laddove si tratta di impieghi precari.
Ma va ancora più male per chi è disoccupato o in cerca di un lavoro che non si trova.
Se non ci fossero, a volte, le famiglie alle spalle, sarebbe spesso una tragedia.
Molte comunità tuttavia rischiano di cedere e la Marcegaglia in persona ha parlato di numerose aziende in fase pesantemente critica e ha dato al Governo i cento giorni.
Dopo potrebbe essere troppo tardi.
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Tag:ammortizzatori sociali, aziende in fase critica, disagio, posti di lavoro persi, povertà, prospettive non rosee, ripensamento complessivo, Unione Europea
Scritto Sabato 30 Maggio 2009 da Sergio Tazzer
Papa Benedetto XVI ha di nuovo chiesto, con un appello accorato, che i paesi poveri del mondo non vengano abbandonati in questo momento di crisi.
Ne ha perorato la causa auspicando che non si lesini negli aiuti proprio ora che ve n’è maggior bisogno.
La Chiesa ha di certo il polso della situazione, grazie alla rete di sacerdoti, missionari e associazioni che ne derivano e dipendono.
Non è però che i governi ne sappiano meno e pure noi cittadini, se usiamo un poco il cervello, possiamo ben comprendere ciò che accade.
Esistono, soprattutto in Africa e in Asia, situazioni endemiche di povertà.
Altre se ne aggiungono a motivo delle varie guerre in corso.
Allorchè si parla di due milioni e mezzo di profughi dalla valle di Swat in Pakistan a motivo del conflitto tra esercito regolare e Talebani, come credete che essi possano sopravvivere.
Se tu abbandoni la tua terra divenuta invivibile e lo devi fare in fretta cosa potrai mai portarti dietro?
E come farai a lavorare, guadagnare, curare i figli, reperire ogni giorno ciò che serve?
Che ne sarà oggi che non se ne parla più, dei Tamil sconfitti in Sri Lanka?
Cosa starà accadendo nella Somalia in costante fibrillazione e dove già alcuni, per sbarcare il lunario, fanno i pirati?
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Tag:aiuti, appello accorato, Benedetto XVI, casi dimostrativi, correnti migratorie, Crisi, nuovo colonialismo, povertà, profughi
Scritto Domenica 10 Maggio 2009 da Sergio Tazzer
Ovunque si fa strame dell’uomo.
I sistemi destinati a servirlo lo ingoiano.
Di stragi se ne sprecano, di razzismo ve ne è a palate, le guerre proseguono e la povertà non declina.
Il mondo sbanda e non occorre avere cattivi pensieri o essere un menagramo per capirlo.
Segnali positivi emergono tra chi cerca il dialogo e ama davvero le persone, ma il disagio universale non accenna a diminuire.
Il mercato impera e supera i nostri bisogni individuali e collettivi.
I mezzi di comunicazione puntano a c condizionare e raccontano troppo spesso il mondo così come piace ai grandi o piccoli manovratori.
Troppi stati continuano a giocare a soldatini e non importa quale sia il costo umano che le lotte per il potere generano.
Terrorismi e mafie fanno il resto.
La Terra detta Santa è stremata da secoli di conflitti mai sopiti e Benedetto XVI dovrà usare il bilancino per non offendere nessuno.
Chi è integralista non guarda all’uomo ma ai pregiudizi e alle ideologie.
Il passato secolo ha ampiamente provato quanto questa strada porti alla distruzione.
Si è giunti persino a voler salvare l’uomo opprimendolo.
Il potere dà alla testa persino in un condominio, figuriamoci quando si stende sulla carta geografica.
Centinaia di etnie sono sparite o rischiano l’estinzione per la protervia e l’avidità dei pochi che fiutano un affare e poi non si fermano davanti a nulla.
Accade nella grandi foreste del pianeta, ma pure nelle aree desertiche che non sembrano interessare a nessuno.
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Tag:diritti, ideologie, integralismi, interessi, manovratori, potere, povertà, razzismo, rispetto, sistemi, Stragi, uomo
Scritto Martedì 14 Aprile 2009 da Sergio Tazzer
![file000303175388[1]](http://it.ruid.com/photos/original/51259-qegdm7f3w9fp29dabrn9.jpg)
La povertà e il disagio che vivono dentro le frontiere europee hanno originato nuove vittime.
Un gravissimo e terribile incendio ha distrutto un ostello per senzatetto nel nord ovest della Polonia a circa sessanta chilometri dalla frontiera tedesca.
Si trattava di una struttura di accoglienza provvisoria dove erano ospitate più di settanta persone in attesa di ricevere un alloggio.
Più di una ventina, almeno, i morti, ma il bilancio è provvisorio anche perché è difficile procedere alle identificazioni.
Chi si è salvato ha spesso dovuto gettarsi dalla finestra: diversi pertanto i feriti.
L’incendio, infatti, non dava scampo alcuno e i pompieri hanno tardato a intervenire.
Delle cause non si sa ancora nulla, ma è immaginabile che si tratti di un incidente occorso a seguito di qualche disattenzione fatale.
Tali tipi di strutture sono di per sé pericolose, per la quantità di diseredati che ospitano, costretti a vivere in condizioni di sicurezza precarie.
E qui bisogna riflettere.
Centri di prima accoglienza o di asilo sono ormai diffusi ovunque, nelle nostre nazioni.
In molti casi risultano sovraffollati e non è agevole controllare quel che vi succede all’interno.
Anche in Italia abbiamo diverse situazioni critiche e varrebbe la pena pensarci di più, perché i pericoli sono sempre dietro l’angolo.
I problemi del mondo e ormai diffusi anche dentro le nostre società ci interpellano.
Le mancanze di casa e lavoro riducono troppi ai confini della tragedia.
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Tag:civiltà, disagio, diseredati, incendio, morti, ostello, Polonia, povertà, senzatetto, Sicurezza
Scritto Martedì 31 Marzo 2009 da Sergio Tazzer
![file7851238437111[1]](http://it.ruid.com/photos/original/48310-jbbrm57jsg51rxch39h6.jpg)
Le notizie sono ancora frammentarie, ma la storia è raccapricciante.
Due barconi stracolmi di immigrati sono naufragati nel mare della Libia, mentre tentavano presumibilmente di raggiungere le coste italiane.
Si sa già di una ventina di morti ma le vittime potrebbero essere moltissime.
Si parla di una nave italiana che avrebbe già raccolto numerosi dispersi, ma la notizia deve essere ancora confermata.
Si sa però che le due carrette del mare ospitavano fino a seicento persone.
Queste sono quindi le coordinate di una vera e propria tragedia.
Il Mediterraneo è diventato ormai lo scenario di un continuo film dell’orrore.
Tra sbarchi fortunosi e falliti si consumano vicende inenarrabili che ci parlano di un mondo sconvolto.
Spesso sono le imbarcazioni dei pescatori a trarre in salvo le vittime, ma essi rischiano addirittura l’arresto per favoreggiamento, nel compiere quest’opera meritoria.
Si vorrebbe, insomma, arrestare e recludere anche la pietà.
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Tag:barconi, dispersi, favoreggiamento, immigrati, morti, naufragio, orrore, pescatori, pietà, povertà, sfruttamento
Scritto Lunedì 30 Marzo 2009 da Sergio Tazzer
![file000122396153[1]](http://it.ruid.com/photos/original/48178-551cy3sgach4m7adrg2y.jpg)
Al G 8 dei Ministri del Lavoro apertosi a Roma sono state presentate situazioni e previsioni da brivido.
L’OCSE ha informato che nella propria area di interesse in un solo anno il numero dei disoccupati è salito a oltre sette milioni e che il relativo tasso, oggi al 6,9% rischia di salire oltre il 10%.
Al tempo stesso i sindacati internazionali ITUC-CIS e TUAC hanno fatto sapere che oltre duecento milioni di laboratori in tutto il pianeta potrebbero scivolare in condizioni di autentica povertà.
Di più, quasi un miliardo e mezzo di persone andrebbero a guadagnare meno di due dollari al giorno.
Fatevi un poco di conti e vi sarà più chiaro il panorama sconvolgente che ci aspetta.
Pensate inoltre al fatto che non dappertutto esistono strumenti di sostegno sociale tali da permettere di affrontare un poco meglio le crisi.
Ecco allora che molti possono scivolare nella tragedia.
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Tag:dicoccupazione, G 8, Ministri del Lavoro, OCSE, opportunità reali, povertà, progettualità, redistribuzione, speculazioni
Scritto Venerdì 27 Marzo 2009 da Sergio Tazzer
![file0001654257333[1]](http://it.ruid.com/photos/original/47737-mhrbexhg1bp7e8zzmk71.jpg)
I vertici della Corea del Nord tornano a far parlare di sé.
Pare abbiano intenzione di lanciare ad aprile un missile che dovrebbe condurre in orbita un satellite per le comunicazioni.
In realtà molti pensano che l’esperimento abbia carattere militare e sia la prova di un arma in grado di raggiungere e colpire addirittura l’Alaska.
L’allarme si è diffuso non solo tra i dirimpettai del sud.
Il Giappone ha già allertato il suo scudo di difesa, gli Stati Uniti stanno inviando in zona delle navi militari e la Russia ha invitato i nordcoreani a desistere.
Il paese asiatico è retto da una strana e cruenta dittatura che di comunista ha soltanto il nome.
Lo domina una dinastia fondata dal padre dell’attuale premier Kim Jong II°.
In pratica è una nazione sotto sequestro, isolata dal resto del mondo e di cui si sa pochissimo.
Per certo i diritti umani non vi sono rispettati e buona parte delle risorse viene distratta per i bisogni della casta di governo e per la difesa militare.
La Corea del Nord è stata infatti sospettata di volere o di aver già l’arma nucleare e da qui è sorto un contenzioso, soprattutto, ma non solo, con gli Stati Uniti che l’ha condotta a subire un pesante embargo.
Le condizioni di vita della popolazione sono, per quel che si sa, paurosamente precarie, segnate dalla povertà e dagli abusi del regime.
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Tag:arma, Cina, Corea del Nord, diritti umani, divisione, Giappone, missile, povertà, regime, Russia, satellite, Stati Uniti
Scritto Mercoledì 18 Marzo 2009 da Sergio Tazzer
![file000198959481[1]](http://it.ruid.com/photos/original/46436-m4gbtw5d5k7hrpbdy37q.jpg)
Alla fine ha ceduto.
L’ormai ex presidente dal Madagascar, Ravalomanana, ha accettato di farsi da parte dopo l’alluvione di proteste e di scontri che l’avevano ridotto all’angolo.
Decisivo è stato l’atteggiamento dell’esercito che si è schierato con la folla e con l’opposizione.
Questa, guidata dal telegenico e ultracomunicativo Rajoelina, attende ora di poter assumere il potere, ma è ancora presto per capire come andranno le cose.
Dopo un lungo periodo di instabilità e di contrasti che hanno causato un centinaio di morti, si attende ora una schiarita, ma non è dato, al momento, capire se la svolta porterà davvero a mutamenti sostanziali.
Come è capitato spesso nelle realtà africane, il Madagascar è stato in pratica svenduto alle multinazionali.
Il paese, nonostante le grandi ricchezze naturali, non riesce a scrollarsi l’ombra della povertà che attanaglia ancora circa la metà della popolazione.
Le ricette liberiste fin qui applicate hanno radicato le differenze sociali e permesso la solita rapina di risorse a beneficio di pochi e a vantaggio delle grandi potenze economiche mondiali.
Ravalomanana paga il fatto di aver tradito tutte le speranze, avendo ceduto alle sirene del potere e della ricchezza personali ed essendosi mostrato ossequioso verso le ricette velenose del Fondo Monetario Internazionale.
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Tag:ex presidente Ravalomanana, Francia, liberismo, Madagascar, multinazionali, povertà, Rajoelina, risorse naturali, speranze