Socialità e politica: un nesso necessario

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La perdita diffusa dei nessi di solidarietà ha pesanti ripercussioni in campo politico.
La socialità è infatti una grande palestra per conoscere, discutete e fare esperienze che aprono oltre i semplici vissuti personali.
Essa abitua a pensare alla , invece che al solo, proprio rifugio.
Dà inoltre il senso del , che richiede un freno agli egoismi e la ricerca di equilibri tra i diritti e i doveri dei singoli.
Abitua ad avere e condividere responsabilità e a non aspettare gli altri per impegnarsi nel miglioramento dei comuni destini.
Su questo sostrato può nascere anche il corretto procedere politico, che non risponde a un deserto, ma una vera comunità.

Il tende invece a non riconoscere i nessi sociali ed è per questo che interpreta la politica solo in raccordo agli interessi.
E’ più facilmente manipolabile, poiché frequenta pochi spazi di discussione.
Non avverte il bisogno del territorio perché non lo vive ed è quindi più disponibile ad accontentarsi di risposte retoriche, lontane da ogni concretezza.
Chiuso nella professione o nella famiglia, non matura il senso dei percorsi comuni, il portato della storia, l’importanza della politica che nasce dal basso.
Qui può farsi strada la .
Qui la politica diventa il , oppure viene negata, odiata, pensata soltanto come un imbroglio da tenere a bada.

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