Prosegue, inaspettato, il calo della produzione industriale

Con la occorre andare piano e non azzardare.
Se le imprese non stanno bene, il commercio langue e la cresce non c’è da stare molto allegri.
Dagli Stati Uniti arrivano i primi risultati che confortano, ma anche lì si tratta di segnali ancora deboli e non decisivi.
Da noi ci si aspettava, per la , un dato positivo per lo meno dello 0,4% e arriva invece la doccia fredda.
Siamo ancora in calo dell’1,2 e a livello annuo viaggiamo su un rosso acceso che viaggia intorno al 20%.
Così dice l’Istat nelle analisi riferite allo scorso mese di giugno.

Per il Governo non è una buona notizia, per molti italiani è anche peggio.
Quel che si teme è il , quando diverse fabbriche e fabbrichette potrebbero non presentarsi aperte all’appuntamento della ripresa lavorativa.
Già oggi molte situazioni appaiono critiche e corrono per tutta la penisola, generando scioperi e manifestazioni anche estreme tra gli operai.
Si cerca l’ e i sindacati, questa volte uniti nelle valutazioni, suonano l’ e chiedono all’esecutivo interventi risolutivi.
L’industria va sostenuta ma anche sul piano degli armonizzatori sociali le aree di occupazione scoperte sono ancora troppo vaste.

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L’economia italiana fatica e le entrate fiscali cedono

L’ italiana non va bene
Se dalle autorità monetarie statunitensi ed europee giungono segnali, pur lievi, di speranza sulle possibilità di contenere la e superarla in tempi non troppo lontani, il nostro paese continua a faticare.
Aldilà di ogni discorso sono i fatti e i numeri a indicare il peso della realtà e quelli pervenuti ieri non sembrano confortare molto.
Siamo anzitutto all’undicesimo mese consecutivo in cui la decresce.
Il risultato del trimestre gennaio-marzo, se confrontato con l’analogo del 2008 fa emergere una caduta di ben oltre il 20%.
Quasi tutti i settori patiscono, esclusa la farmaceutica di base ed è quindi l’intero assetto economico a soffrire.
Se poi consideriamo le sugli altri settori collegati, si può immaginare l’esito.
Per esempio le banche stanno facendo notevole a recuperare le somme prestate alle imprese e ai cittadini.
Tutto ciò indica una che non va sottovalutata,
Né deve illudere l’espansione della FIAT sul piano delle acquisizione e dei progetti futuri.
Occorrerà vedere cosa accadrà in e come verranno trattate le fabbriche presenti nel nostro paese.

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