Parole di fuoco scagliate nel nulla
La politica odierna si perde nella parole, le esaspera, ne fa un missile gettato contro l’avversario.
Si producono esagerazioni a non finire, si vomita tutto il possibile, come se la verità venisse dagli sbalzi di umore o dalle fughe nella retorica più sfrontata.
Non capita solo nei nostri lidi, è un abito che viene vestito in larga parte del pianeta e non da oggi.
La prudenza che dovrebbe guidare chi ha responsabilità di peso viene abbandonata ai margini:l’ego deve esplodere e contagiare un pubblico che non aspetta altro che paprika e peperoncino in dosi industriali.
In casa nostra abbiamo avuto il Brunetta che ha parlato addirittura di colpo di stato.
Ebbene: porti le prove, vada dai magistrati, faccia nomi e cognomi, dica cosa sa e perché parla, altrimenti è solo fumo negli occhi.
Affermazioni di questo tipo sono gravi e ti aspetteresti che tutti i media ne parlassero con dovizia di particolari e con immediate indagini a tappeto: nemmeno per sogno.
L’assuefazione al nulla dei contenuti è tale che si può dire qualsiasi cosa in qualsiasi modo senza che vi si dia altro valore che di mera propaganda.
Dall’altra parte risponde Di Pietro paragonando Berlusconi addirittura a Saddam Hussein e allo stesso Hitler.
Ora, del premier si può anche pensare il peggio, ma citare esempi di quel tipo è francamente esagerato e privo di logica.
Per fortuna in Italia il sangue non è ancora scorso e nessuno ha costruito campi di concentramento opportunamente forniti di camere a gas.
Così si rischia di ottenere l’effetto contrario, di allontanare le persone dalla ricerca del vero.