Tempi duri per chi produce automobili

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La dovrebbe varare a brevissimo termine un piano di sostegno per il americano attualmente in profonda crisi.
L’intervento appare quasi obbligato e riguarderà General Motors e Chrysler.
In ballo ci sono ben centoquarantamila lavoratori a rischio disoccupazione.
Di più, un crollo eventuale delle due case automobilistiche avrebbe pesanti ripercussioni su un vasto indotto che ne dipende, sia a livello produttivo che commerciale.
Intere regioni riceverebbero inoltre un grave colpo al loro .
I tempi richiedono però contropartite e Obama ha così chiesto e ottenuto le dimissioni di Rick Wagoner, ormai ex presidente della General Motors, su cui vertono responsabilità nel pessimo andamento del gruppo.
Ha anche premuto per mutamenti sostanziali nelle gestioni e nelle produzioni, in grado di risollevare sul serio gli andamenti del settore.
Non si possono infatti distribuire soldi pubblici senza chiare rassicurazioni e netti distacchi dal passato.
L’opinione pubblica statunitense ormai non lo consentirebbe.

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