La lezione di Tremonti

A non piacciono gli e nemmeno troppo i .
Ieri, al meeting riminese di CL è stato piuttosto esplicito.
Ai primi, definiti , contesta di non aver saputo prevedere la .
Lui lo aveva fatto già dal 1995 sostiene, anche se non nello specifico dei tempi e dei modi.
Ricordo anch’io e mi complimento, ma poi non ho visto azioni governative in Italia, tali da anticipale la caduta e da adeguare il sistema al nuovo.
Di governi se ne sono alternati diversi da allora e ben due di cui il ministro faceva parte.
Abbiamo avuto in casa alcuni non da poco, stile Cirio, Parmalat, bond argentini, furbetti del quartierino all’assalto del sistema finanziario.
Non ho visto provvedimenti forti e la scelta di maggiori e migliori controlli.
Non mi pare che si sia agito per mettere più regole, anzi.
So per certo che non si potevano e non si possono affrontare problemi complessi in un contesto soltanto nazionale, ma pure qualcosa poteva comunque essere avviato.

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La questione morale esiste

Chi oggi parli di può forse apparire un menagramo e un perditempo in questa società nostra, nemica delle regole e delle responsabilità.
Eppure la stressa che viviamo dovrebbe insegnarci che senza principi si va dritti alla perdizione.
Lo dicevano le vecchie nonne ai nipotini, potrebbe anche valere il disastrato mondo attuale.
Se poi pensate alla , viene spesso l’orticaria.
Gli vagano per il pianeta e colpiscono anche le democrazie di maggiore prestigio.
I loro esiti, tuttavia, sono sempre nefasti e ne danno prova le brutte vicende che hanno squassato i mercati finanziari.
All’estero comunque si provvede e chi ha sbagliato paga.
Pensate agli Stati Uniti e alle pene inflitte ad alcuni immondi speculatori e pirati.

Da noi ci pensano le , le e gli da supermercato a far sì che i potenti maldestri trovino sempre un’autostrada per cavarsela a poco prezzo.
Addirittura certi reati, come il falso in bilancio, non esistono più.
E oggi arriva la splendida novità: la nuova legge sulle intercettazioni, che è un ottimo ausilio per chi vuole lucrare a sbaffo e fuori delle leggi in santa pace.
Se altri provvedono noi invece distruggiamo.
Intanto i cittadini se la spassano, come se far crescere la risultasse un beneficio per il futuro raccolto di grano.
Possibile che gli Cirio, Parmalat e dei bond argentini non abbiano insegnato nulla?
E dove sono finiti quelli che lanciavano le monetine agli indagati e ai condannati di Tangentopoli?

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