Salpa il grande centro: verso quali lidi non si sa

chiude gli dell’ipotizzato a Chianciano e magnetizza e inorgoglisce la platea.
Gode della presenza di Fini e Rutelli, quasi le due ali di un possibile futuro differente.
Scaglia saette contro Bossi, afferma di non temere elezioni anticipate e giudica che una maggioranza senza Lega la si potrebbe trovare in Parlamento in soli dieci minuti.
Composta da chi non si sa.

Il disegno generale è chiaro, porsi oltre l’orizzonte del in crisi e magari pure del bipolarismo, per una riedizione del centro pigliatutto, terra per i e argine contro le eccedenze esterne.
Il pensiero va anzitutto e ovviamente all’elettorato cattolico, ma non disdegna altri orizzonti.
L’intento è di raccogliere i delusi dei due schieramenti, sfruttando anche le difficoltà odierne del berlusconismo.
sa, tra l’altro, di essere il possibile per le prossime elezioni regionali e lascia che ogni scelta crogioli per benino, fino a individuare il più conveniente e generoso compagno di viaggio.
Non ha direzioni preferenziali e attende offerte.
Ha chiuso anche con la Santa Alleanza propostagli da Franceschini,m irridendola.
Desidera le mani libere.

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L’economia italiana fatica e le entrate fiscali cedono

L’ italiana non va bene
Se dalle autorità monetarie statunitensi ed europee giungono segnali, pur lievi, di speranza sulle possibilità di contenere la crisi e superarla in tempi non troppo lontani, il nostro paese continua a faticare.
Aldilà di ogni discorso sono i fatti e i numeri a indicare il peso della realtà e quelli pervenuti ieri non sembrano confortare molto.
Siamo anzitutto all’undicesimo mese consecutivo in cui la decresce.
Il risultato del trimestre gennaio-marzo, se confrontato con l’analogo del 2008 fa emergere una caduta di ben oltre il 20%.
Quasi tutti i settori patiscono, esclusa la farmaceutica di base ed è quindi l’intero assetto economico a soffrire.
Se poi consideriamo le sugli altri settori collegati, si può immaginare l’esito.
Per esempio le banche stanno facendo notevole a recuperare le somme prestate alle imprese e ai cittadini.
Tutto ciò indica una debolezza che non va sottovalutata,
Né deve illudere l’espansione della FIAT sul piano delle acquisizione e dei progetti futuri.
Occorrerà vedere cosa accadrà in Italia e come verranno trattate le fabbriche presenti nel nostro paese.

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UDC verso il nuovo partito dei centristi

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Le acque della politica italiana sono sempre mosse.
Si tratta di una sorta di grande effetto domino che procede nel mutare il quadro dei partiti.
Sorge l’ora dell’ che ieri ha concluso la sua Assemblea nazionale, annunciando la nascita, a fine anno, del .
Se sia un’operazione cosmetica o se punti a ulteriori e più complessi panorami lo vedremo.
Nei fatti si tratta di un assestamento prevedibile dopo che la formazione di Cesa e , staccatasi dal centrodestra, si è trovata in posizione propria e, per molti aspetti, isolata.
Tutti per anni sono corsi alla ricerca dei famosi moderati, l’ avverte nel dna una sorta diritto primario di rappresentanza.
La corsa è tuttavia difficile e l’edizione di una sorta di rediviva Democrazia Cristiana appare piuttosto problematica, se non antistorica.
L’unità politica dei cattolici ormai si è sfrangiata e dissolta.
Un nuovo centro può offrire una casa a molti, ma la concorrenza, da destra come da sinistra, sarà di certo spietata.

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G 20 di Londra ai blocchi di partenza

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Arrivano alla spicciolata, cominciano a incontrarsi, fanno pretattica, non sanno cosa attendersi e avvertono sulle spalle responsabilità gravi.
Sono i leader di questo di Londra in via di apertura.
Sanno di non poter fallire, ma accordarsi e trovare il bandolo della matassa non è semplice.
All’intorno il mondo sta ad aspettare, chi deve farsi sentire, del mondo sindacale e sociale, manda messaggi e molti manifestano e manifesteranno ancora.
Il clima è controverso: è duro rinunciare ai propri interessi e pregiudizi, ma bisognerà saltare l’ostacolo.

Obama dice che bisogna agire in fretta e propende per degli scossoni a breve in grado di mettere subito in moto l’.
Desidera provvedimenti spendibili e da subito efficaci.
I cinesi attaccano la centralità del dollaro.
Sarkozy scalpita, non gradisce quanto uscito dagli studi preparatori e ha affermato che se non si andrà sul concreto è pronto a prendere armi e bagagli e tornarsene a casa.
Gli europei, in genere, vorrebbero parlare delle da imporre, soprattutto, al mercato finanziario.
Chiedono di prospettiva.
Si parla di grandi riforme che dovrebbero addirittura interessare il Fondo Monetario Internazionale e la Banca Mondiale.
Gordon Brown, che ospita il vertice, è preoccupato e non vorrebbe veder crescere troppo la temperatura.

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