Ormai è G 20: al via un pianeta meglio rappresentato

L’ meriterebbe maggior centralità, ma passare dal al è un vero progresso, che va salutato con favore.
Ormai gran parte della popolazione mondiale risulta, almeno sulla carta, rappresentata.
Non è questione da poco, visto che ormai ogni problema di cui ci si occupa, sia economico, strategico o sociale, investe l’intero pianeta.
Nell’età della forzata le frontiere non garantiscono molto.
Solo accordi più vasti possono tenere a freno l’irreparabile disordine.
La ci insegna proprio questo: la mancanza di una politica di largo respiro ha generato l’irresponsabilità generale, compreso il paradiso dei pochi fatto pagare ai molti.
Ci si è poi accorti che non poteva funzionare, che non giova affamare e poi pretendere il continuo sviluppo dei consumi.

L’era del G 7 significava il assoluto dell’asse occidentale e dei suoi bisogni, con tutte le altre istituzioni internazionali (, FMI, Banca Mondiale) penosamente allineate.
Il stava alla finestra a guardare assise spesso pretenziose, blindate e inconcludenti, come quelle tipiche della troppo lunga era Bush.
Tanto doveva essere il mercato a decidere.
E abbiamo visto come è andata a finire.
Oggi non si può più accettare un tale .
Ed ecco il passaggio a un , che tiene conto, oltretutto dei nuovi,mutati rapporti di forza.

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