Ormai è G 20: al via un pianeta meglio rappresentato
L’ONU meriterebbe maggior centralità, ma passare dal G 8 al G 20 è un vero progresso, che va salutato con favore.
Ormai gran parte della popolazione mondiale risulta, almeno sulla carta, rappresentata.
Non è questione da poco, visto che ormai ogni problema di cui ci si occupa, sia economico, strategico o sociale, investe l’intero pianeta.
Nell’età della globalizzazione forzata le frontiere non garantiscono molto.
Solo accordi più vasti possono tenere a freno l’irreparabile disordine.
La crisi ci insegna proprio questo: la mancanza di una politica di largo respiro ha generato l’irresponsabilità generale, compreso il paradiso dei pochi fatto pagare ai molti.
Ci si è poi accorti che non poteva funzionare, che non giova affamare e poi pretendere il continuo sviluppo dei consumi.
L’era del G 7 significava il privilegio assoluto dell’asse occidentale e dei suoi bisogni, con tutte le altre istituzioni internazionali (ONU, FMI, Banca Mondiale) penosamente allineate.
Il resto del mondo stava alla finestra a guardare assise spesso pretenziose, blindate e inconcludenti, come quelle tipiche della troppo lunga era Bush.
Tanto doveva essere il mercato a decidere.
E abbiamo visto come è andata a finire.
Oggi non si può più accettare un tale sistema perverso.
Ed ecco il passaggio a un nuovo ordine, che tiene conto, oltretutto dei nuovi,mutati rapporti di forza.