Scritto Venerdì 2 Ottobre 2009 da Sergio Tazzer
Quando la natura si scatena c’è poco da fare.
Questa volta non di terremoto si tratta, ma di alluvione e che alluvione!.
Ha colpito la Sicilia orientale, il messinese soprattutto, con una forza inusitata.
In certi luoghi sono caduti 230 millimetri di pioggia in sole tre/ quattro ore.
Ne è derivato un caos indescrivibile di smottamenti, frane, case distrutte, persone costrette sui tetti, strade e ferrovie interrotte, paesi difficilmente raggiungibili e frazioni isolate.
Tra i paesi più colpiti vi sono Giampilieri, Scaletta Zanclea e Santo Stefano Briga.
Quattro le morti già accertate, numerosi i feriti e molti i dispersi.
Si teme che il bilancio delle vittime possa salire.
Che dire: il clima muta e fa capire in quali incubi rischiamo di cadere.
Le piogge sono torrenziali e il terreno non ha tempo per assorbirle.
Il territorio è fragile, abitato anche dove e come non si dovrebbe.
Poca cura significa posta aperta ai danni peggiori.
Abbiamo una Protezione civile che interviene e soccorre e oggi anche Bertolaso scenderà a Messina per coordinare il da farsi.
Eppure non basta, non può bastare.
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Tag:alluvione, clima, cura adeguata, dispersi, forza inusitata, frane, messinese, morti, solidarietà, tema primario, territorio fragile
Scritto Venerdì 25 Settembre 2009 da Sergio Tazzer
Il fantasma c’è, si moltiplica, inquieta e domina i pensieri più reconditi dei leader.
Il G 20 riunito in questi giorni a Pittburgh non può dimenticarlo né sottovalutarlo.
Si parla di una possibile uscita dalla crisi, ma intanto si conferma il sostegno al sistema economico e ai cosiddetto ammortizzatori sociali.
Per risolvere i deficit accumulati si dovrà aspettare il sereno.
Il paziente non è ancora guarito e potrebbe tornare a peggiorare da un momento all’altro.
Sì, qualcosa si farà per mettere un poco di ordine e di regole al sistema finanziario ed evitare nuovi scandali a ripetizione.
Ma non parliamone ancora, aspettiamo le dichiarazioni finali: esse ci diranno se solo di parole si tratta e di eterni rimandi o se si imbocca la necessaria via della concretezza e della severità.
Tutti sanno che non si può offrire all’opinione pubblica mondiale l’indecoroso far finta di nulla e l’attendere che la buriana passi, per tornare agli antichi costumi.
Qualcosa verrà fuori e anche Obama ci tiene: altrimenti chi glielo perdona di aver speso patrimoni per sostenere le banche e le imprese decotte.
I cittadini sono attenti: di soldi loro si tratta, come quelli persi proprio per colpa di chi è poi stato aiutato.
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Tag:ammortizzatori sociali, conferma sostegno, disoccupazione, fantasma, G 20, innovazione, opinione pubblica, ordine, pace sociale, ricette, sistema finanziario, solidarietà
Scritto Mercoledì 17 Giugno 2009 da Sergio Tazzer
La telecamera parla chiaro e l’episodio è emblematico.
Torniamo allora al 26 maggio.
Una squadra di killer giunge in moto, rigorosamente contro mano e armata di mitra, presso la stazione ferroviaria di Montesanto a Napoli.
Ci trattò chiaramente di un attentato di camorra ma la gragnola di colpi provoca una morte innocente.
Cade a terra un povero musicista rumeno che si guadagnava da vivere suonando la fisarmonica tra uno scompartimento a l’altro dei convogli locali.
Che succede?
La moglie si piega per assisterlo e chiede insistentemente aiuto.
I passanti ci sono e per l’appunto passano senza intervenire, impegnati a parlare al cellulare o nella vidimazione del biglietto o in altre faccende affaccendati.
Chi ci sia chi soffre e sta per morire non importa a nessuno e la povera donna finisce sola a piangere, disperata e offesa, la dipartita del suo amore.
Che in certi luoghi ci si abitui ai crimini e ai morti ammazzati già non è per niente bello.
Se l’omertà e il non volere fastidi giungono fino al non poter assistere chi cade a terra o chiede aiuto siamo allo stupore totale.
Se poi l’indifferenza verso le sorti altrui è così totale dal non distrarsi nemmeno un attimo dalle occupazioni normali per sorreggere chi ha davvero bisogno, il più nero dei baratri è assicurato.
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Tag:deriva morale, egoismo senza freni, episodio emblematico, indifferenza, killer, morte innocente, richiesta di aiuto, solidarietà
Scritto Venerdì 5 Giugno 2009 da Sergio Tazzer
E’ successo all’Università del Cairo, durante la visita in Egitto, con tutti i riflettori addosso.
Il pubblico era quanto mai eterogeneo: studenti, professori, politici, giornalisti, religiosi.
In città e nell’intero pianeta numerose sono state le televisioni accese per seguire in diretta l’acceduto
Era un discorso quanto mai atteso e Obama non ha deluso.
Si è espresso con chiarezza, senza tentennamenti e inutili lusinghe.
Ha citato più volte il Corano ed è apparso ispirato, come gli accade quando avverte su di sé il peso della storia.
Ha offerto notevoli aperture al mondo arabo ed islamico, facendo capire che l’America lo rispetta, anche all’interno dei propri stessi confini.
Ha confermato l’ovvio pensiero per cui le religioni non devono dividere nè condurre a conflitti.
Ha anche chiesto scusa per le aberrazioni dell’era Bush, tortura compresa.
Ha rievocato le aspirazioni comuni verso la libertà, la giustizia, la solidarietà, insistendo sulla verità e sul dialogo come principi fondamentali di relazione.
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Tag:chiarezza, dialogo, discorso, giustizia, libertà, Obama, percorso, rispetto, scuse, solidarietà, speranza, Università del Cairo
Scritto Sabato 21 Marzo 2009 da Sergio Tazzer
![opl_2005_09_26_APT_BC%20007[1]](http://it.ruid.com/photos/original/46953-f1g3d1aqjm1zxct5f93k.jpg)
La perdita diffusa dei nessi di solidarietà ha pesanti ripercussioni in campo politico.
La socialità è infatti una grande palestra per conoscere, discutete e fare esperienze che aprono oltre i semplici vissuti personali.
Essa abitua a pensare alla casa comune, invece che al solo, proprio rifugio.
Dà inoltre il senso del procedere civile, che richiede un freno agli egoismi e la ricerca di equilibri tra i diritti e i doveri dei singoli.
Abitua ad avere e condividere responsabilità e a non aspettare gli altri per impegnarsi nel miglioramento dei comuni destini.
Su questo sostrato può nascere anche il corretto procedere politico, che non risponde a un deserto, ma una vera comunità.
Il singolo tende invece a non riconoscere i nessi sociali ed è per questo che interpreta la politica solo in raccordo agli interessi.
E’ più facilmente manipolabile, poiché frequenta pochi spazi di discussione.
Non avverte il bisogno del territorio perché non lo vive ed è quindi più disponibile ad accontentarsi di risposte retoriche, lontane da ogni concretezza.
Chiuso nella professione o nella famiglia, non matura il senso dei percorsi comuni, il portato della storia, l’importanza della politica che nasce dal basso.
Qui può farsi strada la demagogia.
Qui la politica diventa il cicaleccio televisivo, oppure viene negata, odiata, pensata soltanto come un imbroglio da tenere a bada.
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Tag:casa comune, cicaleccio televisivo, Demagogia, procedere civile, quadro politico, singolo, socialità, solidarietà, sviluppo democratico
Scritto Mercoledì 11 Marzo 2009 da Sergio Tazzer
![Fantasia[1]](http://it.ruid.com/photos/original/45384-fhwk89yh6g9pzttapkw2.jpg)
Vorrei continuare a parlare delle situazioni di disagio psicologico e psichico, perché si stanno moltiplicando intorno a noi e richiedono, per essere comprese e risolte, una riflessione matura.
Noi ci fermiamo per lo più sugli episodi eclatanti, soprattutto quando conducono a esiti tragici.
Ma esiste un vasto sottobosco di sofferenze e vuoti esistenziali che non trova sbocchi positivi e quindi sperimenta e fa sperimentare angoscia e depressione.
Lo troviamo in tutte le classi di età e le condizioni sociali e culturali.
E’ da tempo che psicologi e sociologi insistono sul senso di vuoto e irrealtà in cui vivono tante persone, dopo che i nessi di valore e comunitari si sono in buona parte dissolti.
Noi assistiamo a rigurgiti di violenza immotivata ma anche a tendenze al suicidio e alla spreco della vita nella follia dell’attimo.
E qui non parliamo dell’area immediatamente considerata patologica e seguita dai servizi psichiatrici.
Gran parte del disagio è sommerso, germina dove non si danno principi, obiettivi, scelte a lungo termine, solidarietà vissute e identità salde e stabili.
Si estende dove ci si trova isolati, mal compresi o persi nella virtualità e nel gioco.
Prospera nel franamento degli istituti familiari e delle reti sociali e dove la sincerità latita
Qui si trovano le emarginazioni più diffuse, eppure meno riconosciute, finchè non sboccano in azioni del tutto irrazionali.
Ogni ambiente, dalla scuola al lavoro, alla vita associata ne è attraversato.
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Tag:comprensione, disagio psicologico e psichico, istituzioni, nessi di valore e comunitari dissolti, riflessione matura, servizi, solidarietà, sottobosco di sofferenze