Nuova puntata dello scandalo centrali in Calabria
E’ una faccenda seria quella indagata dalla procura di Crotone attraverso il pubblico ministero Pierpaolo Bruni.
L’oggetto riguarda essenzialmente la costruzione delle due centrali energetiche di Scandale e Rizziconi, in Calabria.
Si tratterebbe del solito e mai tramontato sistema per pilotare gli appalti verso imprese amiche, disponibili a pagare tangenti a vario titolo.
Soldi pubblici, quindi, spesi a vantaggio dei soliti.
L’inchiesta è partita su denunce presentate dalle imprese ricorrenti, più volte deluse nel loro tentativo di portare in luce la magagna e di evitare la concorrenza sleale degli eterni preferiti.
Parecchi gli indagati, tra cui diversi politici, salomonicamente divisi tra i due schieramenti.
Tra i coinvolti a vario titolo si segnalano infatti l’ex ministro dell’Ambiente Alfonso Pecoraro Scanio dei Verdi, l’ex sottosegretario alle attività produttive del centrodestra Giuseppe Galati, l’ex presidente della Regione Calabria Giuseppe Chiaravallotti (ancora centrodestra e l’ex assessore regionale all’Ambiente Diego Tommasi (nuovamente dei Verdi).
Sulla graticola vi è pure un il giudice del Tar della Calabria, sezione di Catanzaro, Giovanni Iannini, la persona, nella fattispecie, che avrebbe bocciato tutti i ricorsi.
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