Nucleare e terrorismo: ecco le sfide aperte per Teheran
Toni duri e diplomazia al lavoro.
L’attentato nel Belucistan che ha colpito e irritato il regime di Teheran non pregiudica i lavori apertisi a Vienna sul nucleare iraniano.
Il direttore dell’Agenzia Internazionale per l’Energia Atomica El Baradei ha sottolineato come i colloqui abbiano avuto un buon inizio e si stiano già approfondendo gli aspetti tecnici in questione.
Il clima sarebbe abbastanza costruttivo e si aspettano oggi ulteriori sviluppi.
Rimangono le dichiarazioni di Ahmadinejad e soci intorno al loro voler procedere a tutti i costi nel già avviato programma di arricchimento dell’uranio.
Tutt’altra atmosfera invece spira intorno alle polemiche sull’attentato, di cui sarebbe responsabile il gruppo sunnita Jundullah.
Restano le accuse della Repubblica islamica agli occidentali.
Si insiste sul fatto che dietro i ribelli ci sarebbero i servizi segreti di Israele, Gran Bretagna e Stati Uniti.
Il capo dei Pasdaran, Ali Jafari minaccia addirittura rappresaglie e ritorsioni, anche se è difficile capire se la sua sia demagogia, rabbia che deve ancora sbollire o autentica volontà operativa.
A Teheran si esagera spesso e volentieri, anche in ragione del clima di isolamento e accerchiamento che le autorità locali avvertono a livello internazionale.
La sola Russia sembra insistere nel curare rapporti amichevoli e si è detta pronta a collaborare contro ogni tipo di terrorismo.
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